Riza Dossier: Depura l'intestino

Bastano 2 giorni al mese! Rigeneri fegato, cervello o anticorpi

Autore: Istituto Riza di Medicina Psicosomatica

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Riza Dossier è la nuova rivista del gruppo Riza dedicata a chi vuole essere aggiornato sull’attualità della salute e che risponde alle domande che tutti ci facciamo sui grandi temi del benessere.

Depura l'intestino, ti salvi la vita

È il cervello che partorisce ogni giorno il regno del sottile, quell’energia invisibile dove si crea incessantemente la coscienza. L’intestino assorbe i cibi del mondo dopo che sono stati digeriti dallo stomaco, e li dona al sangue, all’energia vitale che ci tiene in vita. Energia mentale e energia terrestre: insieme… Qual è il legame tra questi due organi così lontani l’uno dall’altro, eppure così simili? Non era sfuggita agli alchimisti, ai grandi studiosi dei simboli e delle analogie, la somiglianza tra le circonvoluzioni cerebrali e le anse intestinali. L’intestino crea il mondo terrestre, il cervello quello celeste, delle immagini, dei sogni, degli affetti, dei sentimenti. Che cosa intorbida il regno sottile del cervello? Il passato… L’intestino scarica ogni giorno il materiale che non deve essere assorbito con le feci, “sceglie” l’essenza dei cibi e la consegna al sangue, mentre allontana da sé lo sporco, il fango, le sostanze che non devono far parte del nostro organismo. Non c’è cultura della terra che non abbia accostato il benessere alla purgazione. Un tempo, quando si cambiava posto o dopo un viaggio, i vecchi davano le purghe ai bambini e loro stessi si purgavano periodicamente. Sapevano che lo stress del cambiamento bloccava l’intestino, e la purgazione veniva praticata in molte tradizioni anche come “cura” nei confronti dei dolori dell’anima, come ad esempio dopo un lutto o un dolore affettivo struggente. Liberare l’intestino significa ripulire l’anima. E allora cos’è la stipsi, forse il disturbo più comune degli ultimi anni? Più di uno studioso l’ha associata a un eccesso di controllo, a un dominio troppo forte della mente sul corpo. La stipsi si collega al trattenere… E il cervello? Il cervello subisce il dominio dell’Io, del mondo del pensiero, che è diventato ipertrofico. Immaginazione, creatività, stare nel presente, sono i grandi assenti dalla vita del mondo moderno. Chi soffre di stipsi pensa troppo, e soprattutto pensa troppo al passato: vive in un mondo che ostruisce la libera circolazione dell’energia psichica. Vi è la stipsi intestinale e la stipsi mentale: sono due mondi simili che interagiscono tra loro. Dopo l’evacuazione la psiche si sente “più leggera”, come sostengono molti pazienti: «Da quando ho smesso di rimuginare sulle cose storte della mia vita, l’intestino si è regolato». Se l’intestino funziona bene, l’intera vita cerebrale se ne avvantaggia. Si attivano facoltà che si erano sopite, come il sognare a occhi aperti, il fantasticare, l’immaginare: tutte facoltà che il pensiero, se prende il sopravvento, spegne e offusca. I pensieri sono come le feci dell’intestino: se vengono trattenuti bloccano il metabolismo della mente. Altri studiosi hanno segnalato che la stipsi è caratterizza da malumore, irascibilità e dal pensiero incessante che l’intestino non si sblocchi più. C’è molta ipocondria nella stipsi, sebbene il padre della psicosomatica George Groddeck sostenesse che anche la stipsi più ostinata alla fine si sblocca spontaneamente. Pancia e cervello sono legati tra loro: basti pensare che il 95% della serotonina, la molecola della gioia di vivere, viene prodotto dalla mucosa intestinale. Anche la longevità dipende dalla salute intestinale e… dal liberarsi dell’eccesso di pensieri. Trattenersi blocca cervello e intestino: la mente creativa li cura entrambi.

L'autore

Questo libro è stato scritto dagli esperti dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. L'istituto, fondato nel 1979 da Raffaele Morelli insieme a un gruppo di medici, psicologi e ricercatori, ha lo scopo di studiare l'uomo come espressione dell'unità psicofisica, riconducendo a questa concezione l'interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura.

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